martedì 29 dicembre 2020

"LORO TORNERANNO" DI LUCA TESCIONE

 


Un racconto dall’incipit distopico e pennellato di fantascienza. Un protagonista misterioso, provvisto di coda, funge da voce narrante. Ovviamente non appartiene al genere (dis)umano che l’autore dipinge come egoista, crudele, nevrotico, aggressivo, distruttivo, eppure vorrebbe assomigliargli lo stesso. Sì, perché questo essere atipico, pur riscontrando nell’uomo molteplici difetti, ne apprezza moltissimo la predisposizione per l’arte. Perché in fondo l’arte che cos’è se non il prodotto della parte migliore di un essere umano? Così come la curiosità e la speranza, aspetti che certo appartengono in larga misura anche all’autore, così come una diversità intesa come originalità. Luca Tescione è una sorta di Ulisse moderno, animato dalla smania continua di conoscenza, perennemente in viaggio e che poi questo sia reale o metaforico poco importa. Anche l’arte in fondo è una forma di viaggio che spinge chi la pratica a valicare i cancelli del finito anelando a qualcosa che, nella più plausibile e auspicabile delle ipotesi, rimarrà irraggiungibile… e guai se non lo fosse! La vis creativa ne risentirebbe fino a spegnersi.

Che dire poi della speranza? Quella che contro ogni ragionamento logico spinge il protagonista/voce narrante, unico superstite di una devastazione che ha reso il nostro pianeta inabitabile, ad aspettare che una navicella spaziale guidata dagli umani venga a prelevarlo dopo che il Viandante, altro misterioso personaggio, dopo un lunga ricognizione nello spazio, avrà finalmente individuato un nuovo pianeta adatto ad ospitarli?

E infine la Terra fattasi, a causa dell’uomo e delle sue azioni, oltre che inospitale, deserta, arida e silenziosa, “ora che è sempre più difficile spostarsi e non c’è più nessuno da incontrare”, non  ci rimanda, per certi aspetti, a questa nostra condizione odierna di reclusi, ostaggi di una  pandemia che ha ridisegnato regole e abitudini stravolgendole e isolandoci sempre di più.

E anche in questo caso cosa sarebbe la nostra esistenza senza la speranza in un futuro migliore, in un esito felice che ci restituisca alla normalità perduta?

“Loro torneranno” è un racconto breve, scorrevole e ricco di significato, che fa riflettere sulla natura umana, i suoi pregi e i suoi difetti sulla funzione dell’arte, sulle conseguenze delle azioni scellerate degli uomini e sul valore inestimabile del sentimento della speranza che è alla base della vita stessa.

Una lettura da non perdere, che il suo autore mette a disposizione gratis: http://www.mfsoftps.it/pubblicazioni/lorotorneranno/interattivo/mobile/index.html

Approfittatene.

lunedì 7 dicembre 2020

"Il bivio" di Imma Pontecorvo


Imma Pontecorvo, in questo suo nuovo racconto, destinato soprattutto alle nuove generazioni, lancia un messaggio ben preciso sugli incidenti stradali, nel nostro Paese: con la collaborazione di tutti, si può e si deve fare di più per arginare questa terribile piaga, che miete tante giovani vittime. E proprio di due giovani vite che rischiano di vedere crollare per sempre le proprie aspirazioni, i propri sogni, ci parla “Il bivio”… ma procediamo per ordine. Giovanni è un bravo ragazzo, innamorato della sua Martina e ha due grandi obiettivi: diventare avvocato e formarsi una famiglia. Fabrizio, invece, è un diciassettenne con la passione per il basket. La vita, si sa, non è sempre semplice e mette entrambi alla prova. Giovanni viene lasciato di punto in bianco dalla sua amatissima Martina, e Fabrizio viene osteggiato dal padre che vorrebbe che abbandonasse lo sport per dedicarsi esclusivamente allo studio diventando un giorno, ingegnere, come lui. E qui apro una parentesi. Imma pone l’accento sulle ingerenze dei genitori che per iperprotettività rischiano di tarpare le ali ai propri figli. Claudio, padre di Fabrizio, è in totale buonafede, convinto di fare il bene del ragazzo, identificandolo con un futuro sicuro, senza considerare che Fabrizio ha un talento, vuole viverlo e ha bisogno di farlo per realizzarsi. Il suo non è un capriccio. Per quanto riguarda Giovanni, invece, è la mancanza di rispetto di Martina a spingerlo indirettamente a commettere una leggerezza che gli costerà molto cara. Si ubriaca per non pensare che è stato lasciato per sms, senza che la ragazza abbia avuto la delicatezza di parlargli di persona. Il messaggio che arriva al lettore è che siamo tutti collegati, che le nostre azioni, se non sufficientemente meditate, possono avere delle conseguenze dirompenti sulla vita degli altri. Sia il padre di Fabrizio che Martina mancano di rispetto rispettivamente a Fabrizio e a Giovanni, creando involontariamente le premesse per ciò che avverrà. Con questo non si vuole scagionare nessuno. Fabrizio sbaglia a uscire di casa con lo scooter senza casco; Giovanni sbaglia a guidare in stato d’ebbrezza, senza allacciare le cinture e superando il limite di velocità. Entrambi sono colpevoli di essersi comportati in maniera superficiale. Entrambi non vanno assolutamente presi ad esempio. Giovanni in preda ai fumi dell’alcol investe Fabrizio… e le conseguenze saranno pesanti. Il loro futuro rischierà di essere compromesso per sempre dai loro comportamenti leggeri.

Queste vicende ci ricordano che la vita è un bene prezioso che va difeso. Basta davvero poco per stravolgere un’esistenza, che è fatta anche di questo: di difficoltà, di imprevisti, di prove che vanno affrontate con maturità, coraggio e determinazione, senza demordere mai. Solo così si cresce veramente, lottando per non perdere i propri sogni, ma anche perdonando se stessi e gli altri, sviluppando solidarietà e mettendo la propria esperienza al servizio di tutti, come faranno in seguito i due ragazzi, perché certi errori non abbiano più a ripetersi.

Imma Pontecorvo, ne “Il bivio” con stile semplice e diretto, tratta un argomento di assoluta attualità e di grande valore pedagogico e sociale, che potrà essere di forte impatto sui giovani sensibilizzandoli al tema della sicurezza stradale. 

giovedì 26 novembre 2020

"L'ULTIMA ROSA ROSSA" DI ELENA MARTIGNON

 

"L’ultima rosa rossa" è un giallo avvincente, con pennellate di thriller e di paranormale, 


così ben strutturato che si fa fatica a credere che si tratti dell’opera prima di un’esordiente. Elena Martignon congegna la trama curandola nei minimi particolari. All’interno della narrazione si susseguono capitoli che fanno capo a personaggi diversi, senza che questo disturbi il lettore, senza che gli si faccia perdere il filo.

Ai personaggi l’autrice regala il giusto spessore: sono credibili e “bucano il foglio”, come si dice in gergo, arrivando al lettore con tutta la forza delle loro passioni.

Sì, perché i protagonisti di questo giallo così ben congegnato sono animati da passioni primordiali: lussuria, gelosia, rabbia, paura, vendetta, ed è proprio in nome di queste che commettono i loro misfatti, fino a sopprimere le vite altrui, fino ad appropriarsi di ciò che non è di loro proprietà, fino a ergersi a giudici, violando ogni codice morale.

Ne “L’ultima rosa rossa” di straforo si accenna all’intoccabilità di certi politici che salgono al potere grazie ad alleanze molto discutibili e ci si interroga sui rapporti umani e su certi traumi che possono segnare l’esistenza di chi li subisce, finché non si ha il coraggio di affrontarli, per liberarsene in via definitiva, alleggerendo così il proprio carico e sentendosi finalmente  degni di essere amati. Questo accade ad Anna, giovane donna dotata di  facoltà  paranormali che le consentono di prevedere il futuro imprimendo una svolta alle indagini della polizia. Elena Martignon, in maniera inusuale, la fa parlare in prima persona, ricorrendo nel resto della narrazione alla terza. Personalmente questa sua scelta non mi ha disturbato, anche se altri potrebbero criticarla adducendo come motivazione una scarsa omogeneità.

Allora questo romanzo non ha  punti deboli?

Purtroppo sì. La consecutio temporum non viene rispettata; spesso i tempi e, a volte, anche i modi dei verbi si danno alla pazza gioia. Ci sono varie ripetizioni: all’interno di una stessa frase, si utilizzano sempre gli stessi termini. Non si  ricorre ai sinonimi dove sarebbe necessario. Non mancano i refusi, anche se non sono frequentissimi.

Un vero peccato. Questa autrice, a mio avviso, potrebbe e dovrebbe puntare più in alto. Ne ha tutti i numeri.

giovedì 19 novembre 2020

Un canale web dedicato agli scrittori emergenti: i suoi contenuti, la sua storia

 

Nel lontano settembre del 2011 decisi di dare voce agli emergenti realizzando un canale tematico web dedicato ai loro libri. All'epoca queste iniziative erano ancora rare, rappresentavano un po' un'eccezione. Anche per questo, il canale suscitò l'interesse di molti autori.

Negli anni, "Radio Autori Emergenti" ha cambiato più di una piattaforma approdando infine su "Soundcloud".

Sette anni orsono, venne menzionato in un articolo dall'Ordine dei Giornalisti, nell'ambito di un ciclo di presentazioni che organizzai in Umbria e che richiamò autori da tutta Italia, di ogni genere letterario e di ogni età.

Attualmente, oltre a intervistarvi degli scrittori, mi servo di questo canale per pubblicare contenuti audio gratuiti sul mondo editoriale e sull'editing.

Vi potete accedere liberamente cliccando su questo link: https://soundcloud.com/daisy-raisi

Vi segnalo in particolare alcune puntate, che potranno essere di vostro interesse. Fanno capo alla rubrica "Editing e dintorni".

1° puntata come riconoscere un editor serio: https://soundcloud.com/daisy-raisi/editing-e-dintorni-1-puntata
2° puntata: l'importanza di un editing accurato. E-mail e sinossi da inviare agli editori: https://soundcloud.com/daisy-raisi/editing-e-dintorni-iipuntata-limportanza-dellediting
3° puntata: i 3 livelli di editing: https://soundcloud.com/daisy-raisi/editing-e-dintorni-iii-puntata-i-tre-livelli-di-editing
4° puntata: il ruolo delle scuole di scrittura; generi letterari e regole di scrittura: l'importanza del ritmo narrativo; leggere molto per scrivere meglio: https://soundcloud.com/daisy-raisi/editing-e-dintorni-iv-puntata
7° puntata: come creare dei personaggi indimenticabili: https://soundcloud.com/daisy-raisi/editing-e-dintorni-vi-puntasta
11° puntata: la scheda di valutazione di un libro e l'editing: https://soundcloud.com/daisy-raisi/editing-e-dintorni-xi-puntata

Per rimanere aggiornati, seguite il canale: https://soundcloud.com/daisy-raisi


mercoledì 18 novembre 2020

"VIAGGIO A VIENNA" DI DANIELA ALIBRANDI

Ci sono libri che tradiscono immediatamente la preparazione di chi li scrive. “Viaggio a Vienna” è uno di questi. 

Non lasciatevi ingannare dall’incipit. La struttura della storia narrata è solo apparentemente lineare. Infatti mano a mano che la trama si dipana ci si rende conto che quanto riportato è frutto di un racconto e costituisce l’antefatto di una situazione di tutt’altra natura. Il cuore della storia è rappresentato dall’amicizia trentennale che lega le due protagoniste, Anna e Renata. Al mondo non potrebbero esistere due donne più diverse, a testimonianza di quanto gli affetti siano allergici a qualsiasi  regola.

Ma torniamo ai punti di forza di “Viaggio a Vienna” che di frecce al suo arco ne ha parecchie. L’autrice gestisce con destrezza le rievocazioni, i flashback: presente, passato recente e passato remoto si avvicendano in questa storia senza creare confusione del lettore. Le vicende sono ambientate in una Vienna magica, con i suoi monumenti i suoi palazzi, la sua storia, il cibo, le tradizioni. Il tutto è narrato dalla penna invidiabile di Daniela Alibrandi, autrice di grande esperienza e talento

che dimostra ancora una volta di essere dotata di una capacità descrittiva fuori del comune che non si concentra solo su ambienti e tratti fisici dei personaggi, ma scava nella psiche di questi ultimi, in maniera incisiva e sicura. 

Un colpo di scena finale molto ben congegnato, una storia che si tinge di giallo, dei delitti misteriosi, che stravolgono la apparentemente tranquilla quotidianità dei personaggi fanno il resto avvincendo il lettore, che non riesce a staccarsi dalle pagine, rimanendone completamente rapito.

La conclusione è struggente, fa leva sulla nostalgia e il sentimento, dimostrando la capacità dell’autrice di passare da un registro all’altro con naturalezza estrema e con grande abilità. Può un amore durare per sempre, fino all’ultimo respiro? Può un’amicizia sopravvivere a segreti inconfessabili senza venirne minimamente toccata? Come si convive con il senso di colpa? Può la gelosia spingere a commettere azioni oltre ogni immaginazione? Questi gli interrogativi principali che affollano la mente del lettore sfogliando le pagine di un romanzo che  scuote le coscienze e rapisce gli animi, perfetto anche dal punto stilistico e formale.

Che dire? Ve ne consiglio vivamente la lettura.

Mi congedo, lasciandovi in compagnia della trama e dei cenni biografici dell’autrice… perché, a questo punto, sono convinta che vorrete saperne di più. 

Scopri l’autrice visitando il suo sito: https://danielaalibrandi.wordpress.com/category/biografia/

 

TRAMA

Anna è una donna piena di vita e un’ottima giornalista. Mentre vive due importanti storie sentimentali su piani completamente differenti, è angosciata per non essere ancora diventata madre, e decide di prendersi una pausa andando a trovare Renata, la sua migliore amica del liceo, che vive in Austria.Dopo un tragico incidente di cui nessuno conosce la vera natura, tutte le persone che più le stanno a cuore si alternano intorno al suo letto d’ospedale, per cercare di farla risvegliare dal coma. Ogni voce, ogni frase le rievoca un evento del suo passato, ma il ricordo che più la cattura è quello del viaggio a Vienna, che porta con sé un segreto ancora da svelare. E sarà proprio attraverso il racconto di questo viaggio che l’imprevedibile puzzle della vita di Anna troverà la sua definizione.

 


lunedì 2 novembre 2020

Intervista a Loredana Fiori su "Il mio amico elfo - Il segreto delle befane"


Benvenuta, Loredana. Tu scrivi racconti per bambine e fiabe nei quali trasfondi la tua esperienza di educatrice di infanzia e di mamma. Le fiabe in particolare aiutano il bambino a scoprire il suo mondo interiore, emotivo. Vuoi parlarci di questo aspetto?

Spiegare in breve un argomento così articolato non è facile: tralasciando molti aspetti si può dire che la fiaba costituisce un aiuto psico-pedagogico nella crescita.
La psicologia ha fornito molti strumenti che permettono di comprendere gli insegnamenti e gli effetti che le fiabe hanno avuto da sempre in tutti noi, rivalutandone l'aspetto troppo spesso sottovalutato. Riconoscendone una specifica forma di linguaggio espressivo utile a far crescere i bambini e a potenziare in loro la capacità di parlare all' inconscio emotivo.
Raccontare una fiaba potrebbe sembrare “fuori moda”: oggi i bambini sono sempre più attratti dalla televisione e da internet, strumenti interessanti da non demonizzare ma che non sono sempre in grado di dare le giuste risposte alle domande che si pone il bambino in quella che si chiama età evolutiva.
Le fiabe permettono ai bambini di sperimentare meraviglia, di confrontarsi con le potenzialità dei personaggi e le innumerevoli possibilità della fantasia, trasmettono valori morali, e soprattutto favoriscono e stimolano l’immaginazione, motore della creatività.
Quando si racconta una fiaba si regala ai bambini un momento divertente che stimola la curiosità e che è anche un vero e proprio allenamento al saper riconoscere e gestire le emozioni: conoscendo gli stati emotivi dei vari personaggi è come se il bambino si trovasse di fronte ad uno “uno specchio” attraverso il quale riconoscere e comprende i propri stati d’animo e le conseguenze positive o negative che alcune emozioni possono scatenare.
La realtà viene semplificata, usando un linguaggio a lui più congeniale, quello della fantasia,
La fiaba è uno strumento che vanta importanti funzioni sia psicologiche che pedagogiche in quanto: permette di far conoscere al bambino le possibili avventure e disavventure della vita, insegna a riconoscere i “buoni” dai “cattivi” e il “bene “ dal “male”, mettendolo in contatto con emozioni sia positive che negative, evoca situazioni felici e rassicuranti ed esorcizza elementi violenti, negativi e ostili della realtà e del mondo che il bambino inizia a conoscere.
Raccontare una una fiaba a un bambino è un atto d'amore di grandissimo valore educativo, è un “tempo di qualità” soprattutto se, dopo il racconto, si offrono risposte alle domande piene di curiosità dei piccoli ascoltatori.

A proposito di fiabe, Loredana, vuoi parlarci del concorso letterario indetto da Amazon, al quale hai partecipato?

Domanda di riserva? Scherzo ovviamente!
Il concorso è iniziato a Maggio, con la possibilità di partecipare pubblicando entro il 31 Agosto ed era aperto a tutti i generi letterari.
Inaspettatamente la prima selezione che vede i cinque finalisti del premio letterario Amazon 2020 è stata resa pubblica venerdì scorso... In molti pensavamo erroneamente avvenisse a fine Ottobre.
E niente! Non sono tra i finalisti.
Pur avendo una media recensioni di 4.9 e stando a metà della pagina 1 su 136 non sono arrivata in finale.
È comunque stata un esperienza e sono grata per l'opportunità, tutto serve a crescere, far chiarezza e a migliorare, giusto?

Sicuramente, Loredana. Vuoi parlarci dell'opera con la quale hai partecipato?  
Tutte le mie fiabe partono dal simbolismo nascosto tra le righe. E questa volta è avvenuto tutto per caso sfogliando un vecchio breviario di mitologia in cui si accenna a 12 figure che solcano i cieli una vecchia tradizione pagana. Da lì il passo è stato breve ed è nata una storia.
Nella cittadina d Giweay il tempo sembra essersi fermato.
A volerla trovare bisognerebbe sorvolare le verdi colline della "Terra di Smeraldo" tra le vaste brughiere e i boschi che ricoprono l'Isola d'Irlanda. Abitata da uomini che non fanno più caso alle stranezze che accadono in quei luoghi dove piccole creature vivono indisturbati.
Tutti tranne Niall.
La foresta vicino casa nasconde dei segreti ed è deciso a scoprirli ma un antico segreto lo attende.



“Il mio amico elfo - Il segreto delle befane” contiene illustrazioni realizzate dai bambini. Come è nata questa idea? Chi sono i tuoi piccoli collaboratori?

I miei piccoli lettori sono i miei piccoli artisti. 
Devi sapere che ho creato tempo fa un gruppo Facebook di intrattenimento per i miei piccoli lettori e le loro mamme.
Durante il lockdown ho proposto una gara di disegno e una di scrittura per intrattenere i bambini (tra le altre cose) e hanno accettato con entusiasmo.
I loro lavori artistici, nella loro spontaneità, oltre a essere un gioco, sono una porta aperta per comunicare con l'ambiente e le persone un mezzo per esprimere emozioni, il loro mondo. Da lì a breve per rendere più interessante il gioco e riproporlo avevo a disposizione solo le bozze del racconto che stavo finendo e così ho deciso di serializzare online alcuni episodi della fiaba e di invitare i bambini tra i 7 e i 12 anni a partecipare a un torneo di disegno.
I bambini hanno avuto la possibilità di leggere ogni giorno degli episodi nuovi della storia e di disegnare ciò che gli episodi ispiravano, inviare il loro disegno e partecipare così al Torneo.
I 12 disegni sono stati scelti e selezionati da una giuria composta da
Una scrittrice
Due artiste
Una editor
Una digital coach
Ogni disegno è una piccola opera d'arte.

All’interno del libro è contenuta anche un’avventura scritta da una bambina.

Sì! Una piccola scrittrice erba! Il suo nome è Giulia Giacon ha 10 anni ed è una bambina dolcissima dai grandi occhi, timida a tratti riservata ma con una grande forza che scalpita impaziente di uscire.
Poco prima della pubblicazione ci siamo conosciute con una videochiamata e fatto una lunghissima chiacchierata.
È ancora incredula di aver vinto.
Veder pubblicato un testo seppur piccolo è motivo di orgoglio e gratificazione per la piccola che lavorerà sodo per imparare di più e continuare a scrivere se questo è il suo sogno nel cassetto.

Deve essere stata una grande emozione per Giulia Giacon, alla quale faccio i  miei migliori auguri per il suo futuro da scrittrice. Il tuo libro contiene pure delle schede interattive e una ricetta. In cosa consistono di preciso?

Raccontare fiabe permette di comunicare con il bambino in maniera interattiva affinché egli possa iniziare a familiarizzare con la lettura e con la scrittura, coinvolgendo la sfera cognitiva ed emotiva, imparare a comunicare con gli altri, potenziare la creatività espressiva, sviluppare il linguaggio e la capacità di esprimere stati d’animo, sentimenti ed emozioni.
Ma perché fermarsi a questo aspetto? Ascoltando le richieste e i suggerimenti dei miei piccoli lettori, già dal primo racconto del Il Mio Amico Elfo ho inserito delle schede operative. Leggere deve essere gioia e divertimento. Se vogliamo che imparino ad amare i libri, questi devono racchiudere stimoli nuovi ed essere dei compagni di gioco e avventure.
Sono schede semplici, realizzate con grafiche colorate che sono complementari al racconto. Stimolano la coordinazione oculo/manuale: ritaglia, incolla, disegna scrivi e...impasta.

Ritagliare una paper doll con la silhouette della Befana Frigg.
Come realizzare una calza.
Scrivere una lista dei desideri.
Un labirinto.
Scrivere una letterina.
E possono imparare a fare i pancake (la ricetta arriva direttamente dagli appunti di mia nonna) con l' aiuto della mamma. Come definirlo? Un piccolo laboratorio di cucina, un gioco che possa rinnovarsi in prossimità delle feste, far ricordare racconto e magari tornare a rileggerlo ogni anno.

Siamo arrivate al termine di questa nostra chiacchierata e un po' mi dispiace di doverti salutare. C’è qualcosa che vorresti aggiungere, in chiusura di questa intervista?

Oh! Dispiace anche a me. Ti sono grata per questa opportunità e... sì, una cosina sola prima di salutarci. Spero che il libro piaccia a grandi e piccoli lettori! Che faccia sorridere in questi giorni anomali che ci aspettano e sia spunto di tante cose belle.
Si può trovare su Amazon e presso la libreria Saphira di Grazzano Visconti. E, se dopo averlo letto, vorranno lasciare una recensione ne sarò infinitamente grata a tutti.

Accogliamo l'invito di Loredana, dalla quale mi congedo con un affettuoso saluto congratulandomi con lei per il suo spirito d'iniziativa e la sua creatività. Riporto qui di seguito il link di  "Il mio amico elfo - Il segreto delle befane" di Loredana Fiori. Contiene anche la trama
https://www.amazon.it/dp/B08FX2GN98/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&btkr=1

lunedì 19 ottobre 2020

Intervista a Romina Quarena sul suo romanzo d'esordio "Ancora e per sempre"

 

Buonasera, Romina. Benvenuta a "La parola a...". Intanto cominciamo con una domanda quasi d’obbligo: chi è Romina Quarena?

Romina Quarena è una donna innamorata della vita. Una insegnante di  scuola primaria, una mamma e una moglie!

Tanti ruoli, quindi. Riesci a destreggiarti ottimamente fra tutti, immagino. Passiamo ora a “Ancora e per sempre” che è anche la tua opera prima ed è un romanzo che parla dell’importanza dei sogni. Cosa puoi dirci in merito?

I sogni sono il motore della vita, bisogna crederci sempre, proprio come Sam, il protagonista del romanzo .I sogni sono gratis, bisogna inseguirli e curarli.

Mi trovi perfettamente d'accordo, Romina. Leggendo la tua biografia ho scoperto che il tuo incontro con la scrittura è avvenuto da bambina. La prima pubblicazione, invece, da pochissimo. Cosa ti ha spinto a pubblicare un tuo scritto?

Un sogno appunto! In realtà ho semplicemente assemblato scritture sparse e ho tirato fuori il mio desiderio dal cassetto. Un' amica mi ha detto: "Piantala di chiederti perché. Chiediti, piuttosto: Perché no!"

A proposito di amiche, nel tuo romanzo l’amicizia e l’amore hanno un ruolo decisivo. Per te quanto contano?

Gli amici nella mia vita rappresentano molto per me. Un amico è una seconda pelle.  L'amore è fondamentale. Io vivo di emozioni a tal punto da crearle se non ne ho!

In che senso?

Sì, è complicato.  Cerco emozioni. Se una situazione diventa piatta, scappo per trovare energie nuove.

C’è un personaggio di “Ancora e per sempre” al quale sei particolarmente legata? Se sì, quale e perché?

Sorprendentemente, amo molto i due antagonisti: Laura, l'ex di Sam, perché è una vera pazza, e Teo, l'ex fidanzato di Mia, perché è in grado di cambiare la sua vita diventando un grandissimo amico di Sam.

Li ami per la loro energia?

Anche. Sono fuori dalla normalità: lei per un motivo e lui per un altro. Non posso svelare tutto.

Anche la musica e, in particolare, i Modà trovano spazio in questa tua opera. Vuoi parlarcene?

Io sono una fan dei Modà, amo la loro musica e ne adoro il frontman, Kekko. Molte parti del mio romanzo si ispirano alle loro canzoni, in particolare un loro pezzo vecchiotto: "Il sogno di una bambola".

Non conosco questo pezzo, ma mi hai incuriosito. L'ascolterò. C’è qualcosa che vorresti aggiungere in chiusura d’intervista, oltre a precisare dove è acquistabile il tuo romanzo che è stato segnalato al “Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti”?

Certo. Ti ringrazio per l'opportunità. Spero che il libro piaccia. "Ancora e per sempre" è acquistabile su Amazon e su tutte le piattaforme on line. Grazie di cuore. È stata una bellissima esperienza.