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mercoledì 18 novembre 2020

"VIAGGIO A VIENNA" DI DANIELA ALIBRANDI

Ci sono libri che tradiscono immediatamente la preparazione di chi li scrive. “Viaggio a Vienna” è uno di questi. 

Non lasciatevi ingannare dall’incipit. La struttura della storia narrata è solo apparentemente lineare. Infatti mano a mano che la trama si dipana ci si rende conto che quanto riportato è frutto di un racconto e costituisce l’antefatto di una situazione di tutt’altra natura. Il cuore della storia è rappresentato dall’amicizia trentennale che lega le due protagoniste, Anna e Renata. Al mondo non potrebbero esistere due donne più diverse, a testimonianza di quanto gli affetti siano allergici a qualsiasi  regola.

Ma torniamo ai punti di forza di “Viaggio a Vienna” che di frecce al suo arco ne ha parecchie. L’autrice gestisce con destrezza le rievocazioni, i flashback: presente, passato recente e passato remoto si avvicendano in questa storia senza creare confusione del lettore. Le vicende sono ambientate in una Vienna magica, con i suoi monumenti i suoi palazzi, la sua storia, il cibo, le tradizioni. Il tutto è narrato dalla penna invidiabile di Daniela Alibrandi, autrice di grande esperienza e talento

che dimostra ancora una volta di essere dotata di una capacità descrittiva fuori del comune che non si concentra solo su ambienti e tratti fisici dei personaggi, ma scava nella psiche di questi ultimi, in maniera incisiva e sicura. 

Un colpo di scena finale molto ben congegnato, una storia che si tinge di giallo, dei delitti misteriosi, che stravolgono la apparentemente tranquilla quotidianità dei personaggi fanno il resto avvincendo il lettore, che non riesce a staccarsi dalle pagine, rimanendone completamente rapito.

La conclusione è struggente, fa leva sulla nostalgia e il sentimento, dimostrando la capacità dell’autrice di passare da un registro all’altro con naturalezza estrema e con grande abilità. Può un amore durare per sempre, fino all’ultimo respiro? Può un’amicizia sopravvivere a segreti inconfessabili senza venirne minimamente toccata? Come si convive con il senso di colpa? Può la gelosia spingere a commettere azioni oltre ogni immaginazione? Questi gli interrogativi principali che affollano la mente del lettore sfogliando le pagine di un romanzo che  scuote le coscienze e rapisce gli animi, perfetto anche dal punto stilistico e formale.

Che dire? Ve ne consiglio vivamente la lettura.

Mi congedo, lasciandovi in compagnia della trama e dei cenni biografici dell’autrice… perché, a questo punto, sono convinta che vorrete saperne di più. 

Scopri l’autrice visitando il suo sito: https://danielaalibrandi.wordpress.com/category/biografia/

 

TRAMA

Anna è una donna piena di vita e un’ottima giornalista. Mentre vive due importanti storie sentimentali su piani completamente differenti, è angosciata per non essere ancora diventata madre, e decide di prendersi una pausa andando a trovare Renata, la sua migliore amica del liceo, che vive in Austria.Dopo un tragico incidente di cui nessuno conosce la vera natura, tutte le persone che più le stanno a cuore si alternano intorno al suo letto d’ospedale, per cercare di farla risvegliare dal coma. Ogni voce, ogni frase le rievoca un evento del suo passato, ma il ricordo che più la cattura è quello del viaggio a Vienna, che porta con sé un segreto ancora da svelare. E sarà proprio attraverso il racconto di questo viaggio che l’imprevedibile puzzle della vita di Anna troverà la sua definizione.

 


lunedì 19 ottobre 2020

Intervista a Romina Quarena sul suo romanzo d'esordio "Ancora e per sempre"

 

Buonasera, Romina. Benvenuta a "La parola a...". Intanto cominciamo con una domanda quasi d’obbligo: chi è Romina Quarena?

Romina Quarena è una donna innamorata della vita. Una insegnante di  scuola primaria, una mamma e una moglie!

Tanti ruoli, quindi. Riesci a destreggiarti ottimamente fra tutti, immagino. Passiamo ora a “Ancora e per sempre” che è anche la tua opera prima ed è un romanzo che parla dell’importanza dei sogni. Cosa puoi dirci in merito?

I sogni sono il motore della vita, bisogna crederci sempre, proprio come Sam, il protagonista del romanzo .I sogni sono gratis, bisogna inseguirli e curarli.

Mi trovi perfettamente d'accordo, Romina. Leggendo la tua biografia ho scoperto che il tuo incontro con la scrittura è avvenuto da bambina. La prima pubblicazione, invece, da pochissimo. Cosa ti ha spinto a pubblicare un tuo scritto?

Un sogno appunto! In realtà ho semplicemente assemblato scritture sparse e ho tirato fuori il mio desiderio dal cassetto. Un' amica mi ha detto: "Piantala di chiederti perché. Chiediti, piuttosto: Perché no!"

A proposito di amiche, nel tuo romanzo l’amicizia e l’amore hanno un ruolo decisivo. Per te quanto contano?

Gli amici nella mia vita rappresentano molto per me. Un amico è una seconda pelle.  L'amore è fondamentale. Io vivo di emozioni a tal punto da crearle se non ne ho!

In che senso?

Sì, è complicato.  Cerco emozioni. Se una situazione diventa piatta, scappo per trovare energie nuove.

C’è un personaggio di “Ancora e per sempre” al quale sei particolarmente legata? Se sì, quale e perché?

Sorprendentemente, amo molto i due antagonisti: Laura, l'ex di Sam, perché è una vera pazza, e Teo, l'ex fidanzato di Mia, perché è in grado di cambiare la sua vita diventando un grandissimo amico di Sam.

Li ami per la loro energia?

Anche. Sono fuori dalla normalità: lei per un motivo e lui per un altro. Non posso svelare tutto.

Anche la musica e, in particolare, i Modà trovano spazio in questa tua opera. Vuoi parlarcene?

Io sono una fan dei Modà, amo la loro musica e ne adoro il frontman, Kekko. Molte parti del mio romanzo si ispirano alle loro canzoni, in particolare un loro pezzo vecchiotto: "Il sogno di una bambola".

Non conosco questo pezzo, ma mi hai incuriosito. L'ascolterò. C’è qualcosa che vorresti aggiungere in chiusura d’intervista, oltre a precisare dove è acquistabile il tuo romanzo che è stato segnalato al “Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti”?

Certo. Ti ringrazio per l'opportunità. Spero che il libro piaccia. "Ancora e per sempre" è acquistabile su Amazon e su tutte le piattaforme on line. Grazie di cuore. È stata una bellissima esperienza.


mercoledì 14 ottobre 2020

"PANCHINE, SCATOLE E RANOCCHI" DI C.L.LELLI


È una storia d’amore godibile e ricca di senso dell’umorismo quella che l’autrice bolognese C.L.Lelli ci regala col suo nuovo racconto. La protagonista è una quarantenne dalla vita affettiva disastrata, reduce da un lungo e sfortunato rapporto, che decide di passare l’estate nella solita località di villeggiatura, sulla riviera romagnola.  Vi si reca da sola, senza genitori e lì il destino le serve su un piatto d’argento un incontro inatteso e molto intrigante che sovvertirà certe sue convinzioni.

Attratta dalla New Age, dai fiori di Bach, dall’aromaterapia, Amalia è una donna troppo buona, una di quelle di cui parla nel suo celeberrimo libro Renate Göckel, che finiscono inevitabilmente per fare da zerbino sia sul lavoro che nei rapporti di coppia. Una yes woman, per intenderci, tanto gradita per la sua arrendevolezza, che però, facendo un grosso lavoro su se stessa, ha imparato a essere più assertiva.

Questa donna dotata di buon cuore, pronta a farsi in quattro per lo sfortunato/a di turno, ha una mentalità aperta, priva di pregiudizi, convinta come è che in ogni essere umano si celi una componente di diversità e che questa, lungi dal rappresentare un difetto, costituisca una risorsa. 
Ha un "amico storico", gay, creativo, vero esempio di tenacia, almeno sfortunato quanto lei in amore, con il quale ha conservato un rapporto colmo di cameratismo adolescenziale e tenerezza.

L’autrice riesce a creare personaggi dal grande spessore umano, simpatici per i loro difetti, indimenticabili per le loro virtù. Un’operazione, questa, che le riesce splendidamente e, si sospetta, senza sforzo alcuno, come se i suoi personaggi, prima ancora di diventare amici del lettore, fossero entrati nel suo di cuore. Del resto si distinguono dalla massa informe e omologata, perché volano alto, come solo le persone dalle larghe visioni e particolarmente sensibili sanno fare, andando oltre le banalità e le apparenze.

La storia procede con un ritmo vivace e brillante. Vi si parla pure di disabilità, rapporti familiari, legami indissolubili, volontariato, magia dell’infanzia, librerie viventi, miracoli operati dai sentimenti, amore per la vita e per se stessi … ma anche dei mitici anni Ottanta con la loro musica, dei juke-box, dei divertimenti semplici di quell’epoca, e ancora, di panchine memorabili, di scatole mai chiuse, di ranocchi nei quali infilare biglietti per dare voce ai propri pensieri. L'autrice lo fa con una fantasia e una dolcezza tali che vi porteranno a riscoprire quell’angolo di sogno e di innocente spontaneità che troppo spesso dimentichiamo, travolti dai ritmi sempre più serrati di questa società frenetica e spietata, che fagocita la parte più vera e più pura di ognuno di noi.

Da leggere.

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