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mercoledì 29 luglio 2020

Nomi noti: "La figlia oscura" di Elena Ferrante

Buongiorno, cari amici.
Come prosegue per voi questa calda estate?
Io, nei ritagli di tempo, mi sto dedicando alla lettura. Non l'avreste mai detto, eh?
In genere, in qualità di cacciatrice di storie d'inchiostro, mi diletto a leggere soprattutto autori non ancora affermati.
Navigo nelle varie librerie on line, vengo catturata da una copertina, da una trama e, nel giro di qualche ora, o di qualche giorno, a seconda degli impegni che ho, leggo e RECENSISCO. 
Voglio sottolinearlo, perché purtroppo non è sempre così scontato che chi legga un libro spenda qualche minuto del suo prezioso tempo per lasciare la propria recensione. Questo è un vero peccato, soprattutto per gli emergenti che hanno bisogno di riscontri per proseguire nell'arduo cammino della scrittura, ragion per cui, da qualche settimana a questa parte ho preso l'abitudine di riportare proprio tutte le mie recensioni anche sul mio profilo social facendole precedere da questa frase: "Ho letto questo libro e mi è piaciuto", oppure, al contrario, "Ho letto questo libro e non mi è piaciuto". 
Non leggo solo emergenti, soprattutto per lavoro ma anche per puro piacere, ma ovviamente anche scrittori affermati. Negli ultimi mesi, ad esempio, ho fatto un'indigestione di giallisti, nostrani, inglesi e d'oltre oceano.
Per variare,ieri, con le migliori intenzioni, invece, ho scaricato sul mio e-reader la "La figlia oscura" di Elena Ferrante,  che tutti, anche chi non legge mai, conoscono se non altro per la serie televisiva ispirata al suo romanzo "L'amica geniale", e... delusione!
Ho letto  "La figlia oscura" di Elena Ferrante  e non mi è piaciuto!
Qualcuno urlerà allo scandalo. La Ferrante? Ma ci rendiamo conto? Come osi? 
La sua prosa è ineccepibile e riesce a raggiungere punte di lirismo notevoli, ma ci sono vari "ma", cari miei.
Un romanzo degno di questo nome dovrebbe pure avercela una trama... e "La figlia oscura" ne è totalmente  sprovvisto. 
A metà lettura avrei voluto abbandonare l'impresa (perché tale è stata...), ma mi sono imposta di proseguire fino all'ultima pagina, e... niente. Buio assoluto. A un certo punto,  ho perfino sperato in un lampo di genio da parte di questa scrittrice che spezzasse la monotonia delle sue per me inutili pagine. Mi è sembrato di intravedere un guizzo, un indizio di svolta. Appunto... "mi è sembrato", ma ora bando alle ciance. 
Ecco la mia sintetica ma eloquente recensione, che non anticipa niente al lettore, ma è molto chiara nei suoi giudizi:
(Due stelle su cinque")
"La psicologia lasciamola ai saggi.
Questo libro della Ferrante è senza trama e senza storia.
Molto ben scritto ma niente di più.
Noioso, pesante, cervellotico perde l'occasioni di riscattarsi anche nel finale.
Gli spunti di riflessione sul rapporto madre/figlia che fornisce sono banali, alla portata perfino di un adolescente, così come quelli sul ruolo femminile nella società."

E voi avete letto questo libro?
E, se l'avete letto, cosa ne pensate?