Attratta dalla New Age, dai fiori di Bach, dall’aromaterapia, Amalia è una
donna troppo buona, una di quelle di cui parla nel suo celeberrimo libro Renate
Göckel,
che finiscono inevitabilmente per fare da zerbino sia sul lavoro che nei rapporti di coppia.
Una yes woman, per intenderci, tanto
gradita per la sua arrendevolezza, che però, facendo un grosso lavoro su se
stessa, ha imparato a essere più assertiva.
L’autrice riesce a creare personaggi dal grande
spessore umano, simpatici per i loro difetti, indimenticabili per le loro virtù.
Un’operazione, questa, che le riesce splendidamente e, si sospetta, senza
sforzo alcuno, come se i suoi personaggi, prima ancora di diventare amici del
lettore, fossero entrati nel suo di cuore. Del resto si distinguono dalla massa
informe e omologata, perché volano alto, come solo le persone dalle larghe visioni e particolarmente
sensibili sanno fare, andando oltre le banalità e le apparenze.
La storia procede con un
ritmo vivace e brillante. Vi si parla pure di disabilità, rapporti familiari,
legami indissolubili, volontariato, magia dell’infanzia, librerie viventi, miracoli
operati dai sentimenti, amore per la vita e per se stessi … ma anche dei mitici
anni Ottanta con la loro musica, dei juke-box, dei divertimenti semplici di
quell’epoca, e ancora, di panchine memorabili, di scatole mai chiuse, di ranocchi
nei quali infilare biglietti per dare voce ai propri pensieri. L'autrice lo fa con una
fantasia e una dolcezza tali che vi porteranno a riscoprire quell’angolo di sogno e
di innocente spontaneità che troppo spesso dimentichiamo, travolti dai ritmi
sempre più serrati di questa società frenetica e spietata, che fagocita la
parte più vera e più pura di ognuno di noi.
Da leggere.
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