lunedì 19 ottobre 2020

Intervista a Romina Quarena sul suo romanzo d'esordio "Ancora e per sempre"

 

Buonasera, Romina. Benvenuta a "La parola a...". Intanto cominciamo con una domanda quasi d’obbligo: chi è Romina Quarena?

Romina Quarena è una donna innamorata della vita. Una insegnante di  scuola primaria, una mamma e una moglie!

Tanti ruoli, quindi. Riesci a destreggiarti ottimamente fra tutti, immagino. Passiamo ora a “Ancora e per sempre” che è anche la tua opera prima ed è un romanzo che parla dell’importanza dei sogni. Cosa puoi dirci in merito?

I sogni sono il motore della vita, bisogna crederci sempre, proprio come Sam, il protagonista del romanzo .I sogni sono gratis, bisogna inseguirli e curarli.

Mi trovi perfettamente d'accordo, Romina. Leggendo la tua biografia ho scoperto che il tuo incontro con la scrittura è avvenuto da bambina. La prima pubblicazione, invece, da pochissimo. Cosa ti ha spinto a pubblicare un tuo scritto?

Un sogno appunto! In realtà ho semplicemente assemblato scritture sparse e ho tirato fuori il mio desiderio dal cassetto. Un' amica mi ha detto: "Piantala di chiederti perché. Chiediti, piuttosto: Perché no!"

A proposito di amiche, nel tuo romanzo l’amicizia e l’amore hanno un ruolo decisivo. Per te quanto contano?

Gli amici nella mia vita rappresentano molto per me. Un amico è una seconda pelle.  L'amore è fondamentale. Io vivo di emozioni a tal punto da crearle se non ne ho!

In che senso?

Sì, è complicato.  Cerco emozioni. Se una situazione diventa piatta, scappo per trovare energie nuove.

C’è un personaggio di “Ancora e per sempre” al quale sei particolarmente legata? Se sì, quale e perché?

Sorprendentemente, amo molto i due antagonisti: Laura, l'ex di Sam, perché è una vera pazza, e Teo, l'ex fidanzato di Mia, perché è in grado di cambiare la sua vita diventando un grandissimo amico di Sam.

Li ami per la loro energia?

Anche. Sono fuori dalla normalità: lei per un motivo e lui per un altro. Non posso svelare tutto.

Anche la musica e, in particolare, i Modà trovano spazio in questa tua opera. Vuoi parlarcene?

Io sono una fan dei Modà, amo la loro musica e ne adoro il frontman, Kekko. Molte parti del mio romanzo si ispirano alle loro canzoni, in particolare un loro pezzo vecchiotto: "Il sogno di una bambola".

Non conosco questo pezzo, ma mi hai incuriosito. L'ascolterò. C’è qualcosa che vorresti aggiungere in chiusura d’intervista, oltre a precisare dove è acquistabile il tuo romanzo che è stato segnalato al “Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti”?

Certo. Ti ringrazio per l'opportunità. Spero che il libro piaccia. "Ancora e per sempre" è acquistabile su Amazon e su tutte le piattaforme on line. Grazie di cuore. È stata una bellissima esperienza.


mercoledì 14 ottobre 2020

"PANCHINE, SCATOLE E RANOCCHI" DI C.L.LELLI


È una storia d’amore godibile e ricca di senso dell’umorismo quella che l’autrice bolognese C.L.Lelli ci regala col suo nuovo racconto. La protagonista è una quarantenne dalla vita affettiva disastrata, reduce da un lungo e sfortunato rapporto, che decide di passare l’estate nella solita località di villeggiatura, sulla riviera romagnola.  Vi si reca da sola, senza genitori e lì il destino le serve su un piatto d’argento un incontro inatteso e molto intrigante che sovvertirà certe sue convinzioni.

Attratta dalla New Age, dai fiori di Bach, dall’aromaterapia, Amalia è una donna troppo buona, una di quelle di cui parla nel suo celeberrimo libro Renate Göckel, che finiscono inevitabilmente per fare da zerbino sia sul lavoro che nei rapporti di coppia. Una yes woman, per intenderci, tanto gradita per la sua arrendevolezza, che però, facendo un grosso lavoro su se stessa, ha imparato a essere più assertiva.

Questa donna dotata di buon cuore, pronta a farsi in quattro per lo sfortunato/a di turno, ha una mentalità aperta, priva di pregiudizi, convinta come è che in ogni essere umano si celi una componente di diversità e che questa, lungi dal rappresentare un difetto, costituisca una risorsa. 
Ha un "amico storico", gay, creativo, vero esempio di tenacia, almeno sfortunato quanto lei in amore, con il quale ha conservato un rapporto colmo di cameratismo adolescenziale e tenerezza.

L’autrice riesce a creare personaggi dal grande spessore umano, simpatici per i loro difetti, indimenticabili per le loro virtù. Un’operazione, questa, che le riesce splendidamente e, si sospetta, senza sforzo alcuno, come se i suoi personaggi, prima ancora di diventare amici del lettore, fossero entrati nel suo di cuore. Del resto si distinguono dalla massa informe e omologata, perché volano alto, come solo le persone dalle larghe visioni e particolarmente sensibili sanno fare, andando oltre le banalità e le apparenze.

La storia procede con un ritmo vivace e brillante. Vi si parla pure di disabilità, rapporti familiari, legami indissolubili, volontariato, magia dell’infanzia, librerie viventi, miracoli operati dai sentimenti, amore per la vita e per se stessi … ma anche dei mitici anni Ottanta con la loro musica, dei juke-box, dei divertimenti semplici di quell’epoca, e ancora, di panchine memorabili, di scatole mai chiuse, di ranocchi nei quali infilare biglietti per dare voce ai propri pensieri. L'autrice lo fa con una fantasia e una dolcezza tali che vi porteranno a riscoprire quell’angolo di sogno e di innocente spontaneità che troppo spesso dimentichiamo, travolti dai ritmi sempre più serrati di questa società frenetica e spietata, che fagocita la parte più vera e più pura di ognuno di noi.

Da leggere.

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lunedì 5 ottobre 2020

Intervista a Stefano Pancaldi su "Storia di una suora inquietante e di un professore"

Benvenuti all'appuntamento con la rubrica "La parola a..."

Oggi sarà nostro ospite l'autore Stefano Pancaldi con il suo romanzo "Storia di una suora inquietante e di un professore".


1) Ciao, Stefano. Per cominciare una domanda quasi inevitabile. Parlaci un po’ di te. Chi è Stefano Pancaldi?

Grazie per questa bellissima opportunità. Faccio tante cose e molto diverse tra loro: scrivo, leggo, faccio il prof di lingue, traduco documenti e faccio tanta palestra. Ho dei brevetti da istruttore sportivo, tra cui Zumba. Insomma, sono uno che fa un sacco di roba. Ah, già, viaggio pure tantissimo!  Mi piace fare tantissime esperienze, non sto mai fermo!

2) “Storia di una suora inquietante e di un professore” è un romanzo romantico, grottesco e di denuncia sociale. Vuoi illustrarci queste sue caratteristiche?

Si tratta di un romanzo romantico, perché, come si dice con una frase fatta, alla fine l'amore trionfa", è un romanzo romantico, perché racconta del profondo amore che il protagonista ha ricevuto, soprattutto dai nonni e dell'amore che lui ha per la scuola e l"insegnamento. È un romanzo grottesco, perché narra di situazioni estreme, spinte al parossismo, che fanno ridere amaramente e pensare. È un romanzo di denuncia sociale, perché racconta dell'odio verso i proletari, perché racconta dell'odio verso la scuola, in una realtà, quella delle scuole private, che non è abbastanza conosciuta o la cui percezione è troppo spesso distorta da pregiudizi, positivi o anche negativi.

3) In che senso distorta da pregiudizi, Stefano?

Chi è accecato da pregiudizi favorevoli descrive questi luoghi come se fossero un Eldorado, perché sono frequentati da persone di classe sociale medio-alta, infischiandosene degli abusi che vengono commessi troppo spesso a danno dei lavoratori e dell'indottrinamento bigotto, basato sulla menzogna, che viene impartito. Chi vede tutto perfetto ignora anche violazioni macroscopiche di leggi, che avvengono in questi ambienti. Chi è accecato da pregiudizi negativi pensa che gli alunni siano tutti ignoranti e fighetti, pensa che non si impari assolutamente nulla, visto che i criteri di valutazione sono più laschi, a volte, rispetto alle pubbliche. un mondo sfaccettato, che segue regole diverse, per molti aspetti, rispetto alla scuola pubblica, come se si trattasse di uno stato diverso, godendo dell'indulgenza anche di grande parte della politica. La novità degli ultimi venti anni è rappresentata dal fatto che è stata la stessa "sinistra" a incominciare a finanziare la scuola privata, andando contro all'articolo 33 della Costituzione. Tutti i cittadini, credenti e non credenti, finanziano con le loro tasse, la scuola di una parte. A Bologna, la mia città, c'è stato un referendum su questo tema, nel quale hanno prevalso i contrari al finanziamento pubblico, ma il sindaco del Pd ha deciso di non tenerne conto. Se quel sindaco fosse stato di un partito di destra, sarebbe stato stroncato, accusato di essere antidemocratico e fascista. Sono crollati i principi base della sinistra, tra cui quello della laicità dello stato.

4) Ora, parlaci della suora inquietante, uno dei personaggi cardine del tuo libro.

La suora inquietante è un personaggio decisamente affascinante, pervaso dall'odio verso per il prossimo, specialmente per chi non è ricco, ma anche da un grande amore per il denaro, le armi e le moto. È un personaggio che è come lo vedi, ma che gli altri non vogliono vedere nella sua sostanza reale, quella di una persona malvagia, forse perché gli altri sono indulgenti verso di lei, perché è una suora. È un personaggio affascinante, che ha fatto sorgere a me e a diversi lettori domande su come  abbia fatto a diventare così e su quali sarebbero potuto essere gli sviluppi di una storia come la sua. Per questo motivo, qui lo anticipo, tra dicembre e gennaio uscirà un nuovo romanzo, che cercherà di dare almeno alcune risposte a me e ai lettori, ma che forse porrà anche nuove domande.

5) Che ci dici, invece, del professore e dell’alunna russa? Che caratteristiche hanno?

Il professore dona ai ragazzi l'immenso amore che ha ricevuto, soprattutto dai nonni. Il professore è sempre lo stesso ragazzino che disse "sarò un insegnante", quando tanti ragazzini vogliono fare il calciatore, il cantante, l'influencer. La ragazza russa è una sorta di naufraga, bisognosa di amore, in fuga da quel Titanic che è la sua famiglia, dove pensano che tutto si compri con i soldi. È un'anima fragile e inquieta, ma, in fondo lo è anche il professore, anche se cerca di celarlo.

6) E cosa puoi dirci, invece, degli altri personaggi?

Li amo tutti, ma adesso mi viene da pensare a Marco, un bambino che compare nella vita del professore in una notte di tempesta. Ha paura del temporale e gli chiede rifugio. È un angelo del bene, con grandi occhi azzurri e tanta intraprendenza. Forse rappresenta proprio la bellezza della vita, che si manifesta, spesso, quando meno ce lo aspettiamo.

7) La tua è una storia distopica, per certi versi kafkiana. Vuoi approfondire questo aspetto?

Sì, è la rappresentazione di una realtà negativa per eccellenza, che sembra essere senza alcuna via di scampo, ma in cui si apre qualche crepa, grazie a queste anime sensibili e positive, che rimettono in discussione, almeno in parte, uno stato di cose basato sulla perversione negativa e la bruttezza assoluta.  C'è una lampadina che illumina, almeno un po' le tenebre. Questa lampadina è tenuta accesa da queste persone positive, che ci dicono che la storia non è finita, che non hanno vinto definitivamente i cattivi.

8) Se volessi invogliare qualcuno all’acquisto di questo tuo libro, cosa gli diresti?

Gli direi che è un libro originale, gli direi che si ride, si pensa e ci si emoziona leggendolo.

9) A questo punto, cosa vorresti aggiungere in chiusura d’intervista, Stefano, oltre a dirci dove è acquistabile il tuo libro?

Vorrei che altri ancora leggessero il mio libro, ma vorrei soprattutto che servisse per pensare, che continuasse a essere uno stimolo. È un libro che può essere letto in tanti modi diversi, che può piacere anche a vari tipi di pubblico.  Lo potete trovare sui canali classici come Amazon, libreria universitaria, ma anche libreria del Santo, ma pure ordinandolo a me.

Bene, allora ricordiamone il titolo: "Storia di una suora inquietante e di un professore", di Stefano Pancaldi. Grazie, Stefano, per essere stato con noi, questa sera, e i migliori auguri per la tua prossima pubblicazione.