giovedì 16 luglio 2020

Lisa e il legame con la madre ne “La stanza buia” di Daisy Raisi

Il noir “La stanza buia” affronta il tema di una dolorosa ma inevitabile discesa dentro di sé.
In ogni essere umano, in maniera più o meno accentuata, a seconda della sensibilità del soggetto e dei suoi trascorsi, esiste una stanza buia nella quale sono sedimentate memorie poco gradevoli del passato, piccoli e grandi traumi rimossi.
Lisa, la protagonista di questa storia, dovrà recarsi proprio lì per affrontare i mostri che le sottraggono energia impedendole di vivere e non solo di vegetare.
L’ipnosi diventa quindi il viatico per questo viaggio nel quale la figura esperta di Sara accetta di farle da guida, perché, come si evince dalla narrazione, non ci si può avvicinare a questa delicata terapia a cuor leggero.
Pur di tornare a vivere, la ventisettenne Lisa accetta quindi un percorso non certo indolore, perché le fa rivivere con forza e inevitabile sofferenza un trauma che le si è riproposto sempre uguale per giorni, mesi, anni della sua infanzia.
Un trauma che la faceva gridare all’ingiustizia mentre la sua mente bambina alimentava paure gigantesche di fronte alle quali la piccola si sentiva frustrata, impotente, inerme.
Questa storia che parla di abusi subiti fra le pareti domestiche, all’interno di una famiglia solo apparentemente serena, pone l’accento sui legami familiari e, in particolar modo, sul rapporto madre/figlia.
Non è un caso che il titolo originario de “La stanza buia” fosse “Come Biancaneve”.
Alla stregua infatti della protagonista di questa fiaba, Lisa subirà vessazioni fra le mura domestiche da parte della figura materna.
Va precisato che Grimilde, nella prima versione della fiaba, era madre e non matrigna di Biancaneve.
Se Grimilde quindi, invidiosa della bellezza di Biancaneve, incarica il cacciatore di ucciderla, Angela, madre di Lisa, l’annienta a livello psicologico sottoponendola a percosse, insulti e umiliazioni, minacciandola e ricattandola, facendola sentire costantemente in colpa.

E voi ne conoscete di Grimilde?

Nessun commento:

Posta un commento